Come prendersi cura della pelle dopo l’estate

Come prendersi cura della pelle dopo l’estate

Se con la luce piena delle chiare giornate d’estate e il buonumore tipico dei periodi di vacanza la pelle appare liscia e levigata, spesso ci capita di osservare al ritorno dal mare ispessimenti e imperfezioni. Non sempre sono legate all’esposizione al sole, ma certamente l’azione combinata dei raggi ultravioletti, del vento e della salsedine può mettere a dura prova anche la cute più resistente.
Cosa fare per restituire al viso la sua naturale luminosità?

Pelle stanca e stressata al ritorno dalle vacanze: perché?

La pelle è rivestita da un film protettivo, che previene la disidratazione e neutralizza le aggressioni chimiche e fisiche provenienti dall’esterno. Quando questa pellicola fatta di componenti acquose e componenti grasse si assottiglia, per ragioni diverse, il tessuto cutaneo è più soggetto alla perdita di idratazione e più vulnerabile all’azione delle sostanze con cui viene in contatto.
Il suo colorito appare più spento e la sua consistenza priva di tono. I piccoli segni di espressione si fanno più evidenti e appare qualche piccola ruga in più che prima non c’era.
Cosa è successo? Con l’impoverimento del film protettivo, dovuto all’effetto sole-sale-vento, la pelle ha sentito il bisogno di ispessirsi per proteggersi meglio. L’aumento di spessore porta con sé delle modificazioni nelle fibre di collagene e una minore capacità di trattenere l’acqua.
Questo si traduce in un incarnato opaco e nella perdita di luminosità.

Monitorare i nei

Come possiamo ripristinare l’equilibrio?
Per alcuni versi è possibile, per altri no. Il sole, soprattutto se preso in maniera “selvaggia”, cioè senza adeguata protezione, causa danni irreversibili alla pelle, molti dei quali emergono solo a distanza di tempo.
Il primo aspetto da considerare è, appunto, quello relativo alle lesioni al DNA. La radiazione ultravioletta agisce innescando delle mutazioni che possono, in alcuni casi, evolvere in tumori della pelle. Il più aggressivo è il melanoma, comunque meno diffuso di altre neoplasie cutanee, fra cui il basalioma e il carcinoma spinocellulare. 
Se al ritorno dal mare o dalla montagna si nota un cambiamento in un neo è consigliabile sottoporsi ad una valutazione da parte di un dermatologo. Attraverso un’opportuna metodologia di osservazione (in epiluminescenza), il medico sarà in grado di studiare i nei e comprendere se sono presenti elementi meritevoli di attenzione. 

Levigare per credere

Con il ritorno alla vita di tutti i giorni e l’arrivo dell’autunno diventa di nuovo possibile ricorrere al valido strumento del peeling. Com’è noto, l’applicazione di molti degli acidi usati per eseguire questo trattamento è incompatibile con l’esposizione al sole. 
Il peeling consiste nell’impiego di una sostanza ad effetto esfoliante per migliorare la texture e la luminosità della pelle. Una seduta effettuata da un dermatologo esperto permette di recuperare un aspetto più luminoso e tonico, grazie anche alla stimolazione del microcircolo.
Molte delle sostanze di più recente introduzione in medicina estetica sono in grado di penetrare nel derma e stimolare anche la produzione di nuovo collagene.

Idratare: un must

Immagine che rappresenta una donna intenta a usare una crema idratante per il corpo
Se il peeling è una sorta di reset delle condizioni della pelle, l’idratazione rimane una componente fondamentale nell’ambito del ripristino di un equilibrio.
Bere un adeguato volume di acqua è sicuramente un buon inizio. Ma occorre anche applicare una crema bilanciata, che riduca gli avvizzimenti e garantisca maggiore elasticità e pienezza.
Non dobbiamo fare l’errore di pensare che una formulazione idratante sia per forza leggera o in gel. È vero che i gel, per definizione, contengono una percentuale di componente acquosa superiore a quella che è possibile inglobare nelle altre formulazioni. Dobbiamo infatti ricordare che l’aspetto più importante nell’idratazione cutanea non è tanto far arrivare l’acqua dove serve, ma fare in modo che da lì non sfugga. 
Un buon idratante, dunque, conterrà anche una certa percentuale di grassi, in particolare di oli vegetali (jojoba, macadamia, avocado…), quelli più simili ai lipidi contenuti negli strati superficiali della pelle.
Se fa ancora molto caldo e dovete tenere a bada la sudorazione, è consigliabile utilizzare un prodotto più leggero, magari in gel, per il giorno e uno più ricco di oli vegetali per la notte. 

Macchie scure della pelle: cosa fare

L’esposizione al sole moltiplica le macchie scure della pelle e ne aumenta l’estensione. Questo significa che, se ne avevate già prima di partire per le vacanze, è probabile che al rientro queste siano più grandi o che ne siano comparse di nuove.
Le discromie ipercromiche, questa l’espressione con cui vengono definite, sono aggregati di melanina che si formano a causa di una serie di fattori, di tipo ormonale, infiammatorio o autoimmune.
Possono essere trattate, non sempre con grandi successi, con prodotti depigmentanti, a base di sostanze come idrochinone (il cui uso è tuttavia proibito nel cosmetico e consentito solo nel farmaco), acido azelaico, arbutina, acido kojico. L’applicazione dei cosmetici deve essere costante e prolungata nel tempo per poter apprezzare dei miglioramenti. Immagine che rappresenta una donna con macchie scure sulla pelle da esposizione al sole
Nel frattempo, comunque, è possibile camuffare le macchie con un makeup adeguato. Non necessariamente una formulazione pesante e supercoprente, che può scoraggiare le persone che hanno minore dimestichezza con i cosmetici. Basta individuare il colore di concealer adatto con l’aiuto di una brava estetista.
Esiste, poi, la possibilità di sottoporsi a trattamenti di peeling, laser, fototerapia o dermoabrasione, in base alle indicazioni che il dermatologo fornisce caso per caso. 
Per ridurre il rischio che compaiano le ipercromie occorre:
  • Applicare sempre una protezione solare elevata, soprattutto nelle aree critiche (viso, decolleté) prima dell’esposizione.
  • Evitare procedimenti quali cerette e decolorazioni prima di esporsi.
  • Non prendere sole al viso se sono presenti ferite, croste, scottature, manifestazioni acneiche; qualsiasi trauma della pelle è associato ad un processo di infiammazione, che aumenta il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria.
  • Non esporre il viso al sole in gravidanza o se si assume la pillola anticoncezionale.
  • Se assumete una terapia farmacologica, di qualsiasi tipo, chiedete consiglio al farmacista o al medico sui rischi dell’esposizione ai raggi ultravioletti. Fumo e alcol promuovono la formazione di macchie ipercromiche. 

Cosa fare in caso di dermatite

Finora abbiamo trattato il caso normale di una pelle in condizioni fisiologiche. Cosa fare, invece, se si soffre di dermatite di varia genesi?
Le persone affette da dermatite sono più predisposte alla secchezza cutanea, una condizione definita xerosi. Possono quindi, a fronte di un parziale miglioramento della sintomatologia che coincide con la fase di esposizione al sole, andare incontro a un peggioramento al ritorno dalle vacanze.
Lo stesso discorso vale per gli adolescenti che soffrono di acne. L’azione antibatterica del sole tende a ridurre l’intensità dell’acne, ma l’ispessimento indotto dalla radiazione ultravioletta può comunque determinare un inasprimento dei sintomi al rientro. Non è un caso che molti ragazzi a settembre si trovino a gestire la cosiddetta acne post estiva.
In queste situazioni è consigliabile l’utilizzo di prodotti cosmeceutici specifici, su indicazione del dermatologo, sia per la detersione che per l’idratazione quotidiana. 

La pitiriasi: un residuo dell’estate?

La pitiriasi versicolor è una malattia dermatologica dovuta a un fungo che vive normalmente sulla cute senza causare malattia, ma che, in alcune circostanze, può diventare aggressivo. 
Questo disturbo causa anomalie nella pigmentazione della cute, visibili soprattutto al rientro dalle vacanze. Per tale ragione viene anche definito fungo di mare, nel linguaggio comune. In realtà la sua comparsa non ha a che vedere con le frequentazioni balneari: le macchie diventano visibili a settembre perché generalmente è in questo periodo che si perde parte dell’abbronzatura. 
Il trattamento richiede l’impiego di cosmetici per la detersione e di antimicotici per la terapia. 

Bibliografia:


I tumori della pelle. AIRC.
Pigmentazione e discromie cutanee: il ruolo cosmetico. 

 

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