Pelle e anziani - Dermatoporosi

Solitamente quando si dice che la cute invecchia si pensa all’estetica, ovvero alle rughe, alla perdita di tono e di elasticità, e non si pensa alla vera funzione della cute che è quella di proteggere il corpo. 

Pelle e anziani - Dermatoporosi

Il termine dermatoporosi è stato coniato nel 2007 dai dermatologi svizzeri G. Kaya e J. Saurat (ispirato al termine “osteoporosi = sindrome di fragilità ossea”), per raggruppare e descrivere in un’unica sindrome tutte quelle manifestazioni tipiche della pelle dell’anziano che si manifestano sugli avambracci, sul dorso delle mani, sulle gambe e che si presentano come cute sottile, atrofica, chiazzata da macchie multiple color porpora e costellata da lesioni cicatriziali biancastre di forma stellata.

La dermatoporosi, che si manifesta in un terzo dei soggetti di età superiore ai 60 anni, viene definita primaria, se dovuta al fisiologico invecchiamento della cute associato a foto-esposizione cronica, e secondaria o iatrogena, se dovuta al cronico uso di corticosteroidi.

Clinicamente si osservano:

1. Markers morfologici di fragilità cutanea:
a.  Atrofia: è clinicamente più evidente nelle aree foto-esposte e si manifesta con una cute molto sottile (0.7-0.8 mm contro i v.n. 1.4-1.5 mm), con molte rughe e porpora.
Istologicamente, nel derma, predominano l’elastosi e la riduzione di collagene, fibre elastiche e mucina.
b.    Porpora: è localizzata prevalentemente alle estremità ed è il risultato di ripetuti microtraumatismi che comportano, nel derma, stravasi ematici. La cute sovrastante è integra.
c.    Pseudocicatrici: sono localizzate prevalentemente al dorso delle mani e agli avambracci e sono dovute a lacerazioni dermiche spontanee. Hanno un colore biancastro rispetto alla cute circostante e possono avere forma stellata, lineare o a placca. 

2. Manifestazioni funzionali di fragilità cutanea:
a.    Ematomi: sono localizzati prevalentemente agli arti inferiori. I microtraumatismi a cui vanno spesso soggetti gli anziani possono comportare massivi sanguinamenti in uno spazio virtuale compreso tra il derma e il tessuto adiposo o tra questo ultimo e la fascia muscolare. Inizialmente l’area colpita è eritematosa, edematosa e calda. 
b.    Ritardo di cicatrizzazione: non è noto l’esatto meccanismo che spiega il ritardo/difetto di riparazione tissutale, ma sembra che vi sia un diminuita capacità proliferativa dei cheratinociti e dei fibroblasti.

I meccanismi patogenetici responsabili della dermatoporosi non sono ancora completamente chiari, anche se si pensa sia dovuta ad una concomitanza di eventi
Con l’invecchiamento la matrice extracellulare si riduce così come il collagene e le fibre elastiche. Tutto questo è dovuto ad un difetto funzionale dello ialurosoma, un piccolo organello localizzato a livello della membrana dei cheratinociti e implicato nel metabolismo dell’acido ialuronico, ad una instabilità genomica fisiologica, alle radiazioni UV accumulate nel tempo (formazione di radicali liberi che alterano il DNA mitocondriale e attivano mediatori dell’infiammazione nonché riduzione di acido ialuronico), alla glicazione non enzimatica di alcune proteine strutturali e all’accumulo di mediatori dell’infiammazione (metalloproteasi 1, 2 e 3).
Venendo meno sia il collagene che i componenti della matrice extracellulare è inevitabile che la cute perda le sue funzioni meccaniche e diventi fragile.

Trattamento della dermatoporosi

Prima di tutto bisogna distinguere la dermatoporosi «fisiologica», dovuta all’avanzare dell’età, da quella indotta dall’uso cronico di farmaci, quali appunto i corticosteroidi. Nel primo caso, è possibile contrastare i segni della dermatoporosi con uno stile di vita sano che possa preservare lo stato di salute generale della persona negli anni, penso ad esempio ad una dieta varia ricca di frutta e verdura e ad un’adeguata attività motoria sistematica.
Fin da giovani, anche quando non sono presenti problematiche dermatologiche, è indicata una corretta igiene della pelle, utilizzando detergenti non aggressivi e non tralasciando l’idratazione, intesa sia come introito di acqua sia come applicazione di topici adeguati sulla pelle.

In caso della dermatoporosi indotta dall’uso cronico di steroidi attenzione al «fai da te» sia per quanto riguarda l’assunzione di compresse o l’applicazione di creme con tale principio. Alcune malattie sistemiche, specie quelle reumatologiche, richiedono a volte la somministrazione cronica di tali farmaci: è fondamentale attenersi sempre alle indicazioni dello specialista. Anche in questi casi sono raccomandate, compatibilmente con le condizioni generali di salute, le indicazioni riguardanti lo stile di vita e alimentari citate.

Studi recenti hanno dimostrato come l’applicazione topica due volte al giorno di frammenti di ialuronico di diversi pesi molecolari, contenuti in alcune creme, assorbiti dalla pelle sono in grado rispettivamente di stimolare il rinnovamento cellulare e di indurre il metabolismo dell’acido ialuronico endogeno migliorando sensibilmente il trofismo della cute dell’anziano. Se la cute si presenta anche particolarmente xerotica, squamosa e disidratata, è necessario idratare applicando creme dermoprotettive che garantiscano un’emollienza prolungata.