CONGRESS REPORT: VII Congresso SIFAP, 19 marzo 2021 - Beneficio Terapeutico del Paziente Oncologico

CONGRESS REPORT: VII Congresso SIFAP, 19 marzo 2021 - Beneficio Terapeutico del Paziente Oncologico

Il VII Congresso SIFAP apre i lavori con una serie di relazioni nelle quali viene sottolineato il beneficio terapeutico offerto al paziente oncologico dal supporto dermocosmetico.

Con l’aumento dei tassi di sopravvivenza e guarigione dal tumore, l’attenzione della comunità scientifica si è riorientata verso l’analisi della qualità di vita dei pazienti.
In questa prospettiva, le ripercussioni delle terapie oncologiche sui tessuti in rapida proliferazione fanno della pelle uno degli organi più colpiti dalle reazioni avverse a esse correlate.
Trasformare le tipologie di cancro, in passato incurabili, in malattie sempre più trattabili rende necessario lo sviluppo di protocolli per la gestione delle cronicità che non possono trascurare gli aspetti psicologici della malattia e delle cure. Da questo punto di vista è evidente l’importanza della costruzione attorno al paziente di una rete multidisciplinare di specialisti che si occupino in maniera completa della sua salute e del suo benessere.

Le ricadute dermatologiche del malessere psicologico

I sintomi della malattia e le reazioni avverse prodotte dalle terapie si sommano a uno stato di generale fragilità. Lo stress generato dalla malattia non è ininfluente sul quadro clinico. L’attivazione degli assi ipotalamo-ipofisario e ipotalamo-pituitario ad esso connessa porta alla liberazione di catecolammine e glucocorticoidi. E, com’è noto, queste sostanze deprimono la risposta immunitaria cellulare citotossica diretta contro le cellule tumorali, penalizzando le possibilità del soggetto colpito di combattere il tumore.

In ragione delle modifiche che induce e che alterano l’immagine corporea, il tumore causa una tempesta emotiva, espressa in maniera eclatante soprattutto in alcune forme tumorali, ad esempio nel carcinoma mammario.

Le osservazioni sperimentali mostrano che il supporto dermocosmetico migliora la sintomatologia cutanea e il benessere generale, potenziando le difese immunitarie.
Per contro, l’abitudine a trascurare gli aspetti estetici della malattia spinge il paziente ad essere meno attento alla terapia, a dimenticare le dosi di farmaci e, in ultima analisi, a peggiorare l’aderenza al trattamento.

Le conseguenze a livello cutaneo

Oltre ai comuni effetti di irritazione, desquamazione e prurito, generati dalle terapie oncologiche, alcuni farmaci possono scatenare particolari disturbi dermatologici.
Gli “immune checkpoint inhibitors” possono, ad esempio, provocare psoriasi e dermatiti psoriasiformi.
Altri composti usati in terapia possono dare luogo a manifestazioni quali prurigo nodularis o vitiligine, che peggiorano la qualità di vita del paziente e che devono essere trattate come tali dal dermatologo.

Nel paziente oncologico si assiste ad un aumento importante delle infezioni batteriche e micotiche del piede, dovuto anche ad una scarsa igiene personale, che può subentrare a causa dello stato psicologico.

Sebbene le ripercussioni dermatologiche, primarie o secondarie alla malattia e alle cure, siano di per sé quasi sempre trattabili e non mettano a rischio la vita del paziente, il loro aspetto può contribuire a innescare fobie sociali e altre manifestazioni di tipo psicologico o psichiatrico.

In quest’ottica, la valutazione del paziente oncologico deve essere il più possibile globale e tenere conto di tutti in fattori in gioco, incluso il valore che può essere apportato dal supporto dermocosmetico.

Il supporto dermocosmetico: consigli per la cura della pelle e delle mucose

A seconda dell’area interessata, il soggetto colpito manifesta disturbi diversi. Se viene coinvolto il cuoio capelluto, i capelli possono indebolirsi o cadere. L’alopecia è correlata all’assunzione di diversi farmaci chemioterapici. Ma le reazioni avverse possono interessare anche le unghie.

Può rendersi, inoltre, necessario trattare cicatrici importanti (a causa, per esempio, di complicanze locali post-chirurgiche, quali la formazione di cheloidi) e può aumentare il rischio di infezioni cutanee a causa delle variazioni nella composizione del film idrolipidico protettivo.

In generale, il paziente deve essere invitato non tanto a rispettare alcune regole per un certo intervallo di tempo, quanto piuttosto a adottare specifiche abitudini che deve rendere permanenti.

Prima fra tutte, quella di attribuire la giusta importanza alle modalità di detersione. L’utilizzo di saponi schiumogeni deve essere evitato, perché espone la pelle ad un rischio aumentato di lesioni. Per non esercitare un’azione aggressiva il detergente deve essere sempre a pH neutro o acido. Al fine di evitare la rimozione drastica del film idrolipidico, già assottigliato, l’acqua di lavaggio non deve mai essere troppo calda. 

Per prevenire la xerosi cutanea e il conseguente grattamento (che aumenta il rischio di eczemi), la pelle del paziente oncologico necessita di un’idratazione ed un nutrimento particolari. Per questa ragione vengono consigliate preparazioni contenenti microemulsioni a cristalli liquidi, prive di coloranti e profumi, che possono essere preparate impiegando attivi umettanti (glicerina, PEG, vaselina) e nutrienti (olio di mandorle dolci e di burro di Karité).

Gli arrossamenti spesso presenti possono essere trattati mediante l’utilizzo di preparazioni arricchite con attivi ad azione lenitiva come l’acido glicirretico e il bisabololo.

Trattare le lesioni del cavo orale

Il paziente oncologico lamenta spesso manifestazioni anche a livello del cavo orale quali xerostomia, afte e mucositi del cavo orale, che, unitamente alla disfagia (sintomo non raro) rendono difficile quando non impossibile l’alimentazione, con conseguenze potenzialmente impattanti sulla perdita di peso. In questi casi, è possibile intervenire consigliando l’uso di collutori, spray e gel buccali ad azione umettante, antimicrobica e sostitutiva della saliva.


Ricerche frequenti
acido glicirretico acido ialuronico allergia antinfiammatorio antisettico attività antimicrobica burro di karitè capacità cicatrizzante carcinoma mammario coronavirus